Rete ONU: ‘Le aree di Libero Scambio dedicate al riutilizzo non vanno marginalizzate ma rafforzate’

Il Tavolo di Riuso osserva i fenomeni sociali legati a questa pratica. Vediamo quanto sta accadendo in merito all’Area di libero scambio di Porta Palazzo. Da noi parte un invito alla Città di Torino a dialogare ed approfondire le scelte possibili: in questo senso il Tavolo del Riuso si offre come interlocutore e si rende disponibile ad approfondire l’argomento. Di seguito pubblichiamo il comunicato della Rete Nazionale Operatori dell’Usato sul tema:

Il 27 dicembre una delibera della Giunta del Comune di Torino ha stabilito che l’Area di Libero Scambio di Porta Palazzo dovrà essere spostata entro gennaio a Via Carcano. L’Area è gestita dall’associazione Vivibalon, che ha vinto regolare bando per il servizio, e ospita circa 400 operatori del riutilizzo.

Gli operatori, riunitisi in assemblea, hanno dichiarato che l’allontanamento dell’Area dalla sua sede storica ne metterebbe a rischio la sopravvivenza; l’area designata si trova infatti in un’area periferica, lontana dal tessuto cittadino e dalle esigenze dei frequentatori abituali.

“Le Aree di Libero Scambio dedicate al riutilizzo non vanno marginalizzate ma rafforzate. Quella di Porta Palazzo a Torino, in particolare, rappresenta l’anima storica e popolare del mercato Balon, e si è resa protagonista negli ultimi 17 anni di un innovativo percorso di emersione e regolarizzazione il cui valore è riconosciuto in tutta Italia e in tutta Europa. Un processo di crescita e miglioramento costante che deve proseguire attraverso il dialogo tra operatori, istituzioni e cittadini” – così si è espresso il Portavoce di Rete O.N.U. (Rete Nazionale Operatori dell’Usato), Pietro Luppi, sulle vicende che hanno interessato le aree di Libero Scambio di Torino. La Rete O.N.U. è l’associazione di categoria che rappresenta il settore dell’usato italiano: un composito universo che vive grazie al lavoro di circa 100.000 persone.

Pietro Luppi ha sottolineato che: “l’Area di Libero Scambio di Torino permette a centinaia di famiglie di avere entrate economiche costanti e regolari e di avere una vita dignitosa, consentendo nel contempo a migliaia di frequentatori la possibilità di acquistare a costi contenuti oggetti necessari ai loro bisogni primari o a coltivare le loro passioni ludico-ricreative. Un fenomeno che, oltre agli effetti positivi in ambito sociale e di ricchezza locale, produce anche importanti risultati ambientali: oltre 2000 tonnellate di beni che ogni anno vengono riutilizzati anziché diventare rifiuti”.

“E’ surreale – prosegue Luppi – che, a fronte di tanti aspetti positivi e a dispetto di un dialogo con le istituzioni che era sempre rimasto vivo, la Giunta abbia deciso unilateralmente, con un blitz, di stravolgere la vita di 400 famiglie e togliere al centro della città un elemento chiave della sua identità storica. Ancora più incomprensibile che questo gesto sia stato compiuto proprio mentre altre importanti città, così come le massime istituzioni nazionali, stanno studiando come riprodurre il modello di Area di Libero Scambio nato a Porta Palazzo”.

“Esprimiamo all’Associazione ViviBalon, socio fondatore di Rete ONU, e a tutti gli operatori delle aree di Libero Scambio di Torino il nostro più pieno e convinto sostegno, e invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare alle mobilitazioni organizzate in difesa di questa importantissima esperienza” – conclude il Portavoce di Rete O.N.U. Pietro Luppi.

Rete O.N.U. (Rete Nazionale Operatori dell’Usato)

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